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Viaggio fatto da Roberto, pubblicato il 9 Dicembre 2007
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Primo settembre, porto di Genova ore 12.05, gli amici Andrea e Raffaella con la loro suzuki samurai sono già pronti per l'imbarco, destinazione Tunisi. Con loro altri dieci equipaggi francesi su dei mega fuori strada grossi il doppio della mia 2cv. Stiamo partendo per l'Amaranée, come la chiamano i francesi, o meglio il giro del mediterraneo.

Per questioni di tempi ci limiteremo alla parte orientale e attraverseremo Tunisia, Libia, Egitto, Giordania, Siria, Turchia e Grecia per poi rientrare in Italia via mare, circa 9000 km per un mese di viaggio. Le otto ore di ritardo del traghetto mi permettono di familiarizzare con il resto del gruppo, cosa che durante il tragitto sarà difficile per via della velocità di crociera molto blanda della 2cv e del suzuki.

(accedi all'intero photoalbum)

Sbarchiamo a la Goulette che é già notte fonda e ripartiamo l'indomani di buon ora. La Tunisia é solo una tappa di passaggio, ci fermiamo a pranzare sulla strada in uno di quei ristorantini dove grigliano carne d'agnello appena macellato.
Le formalità doganali per l'entrata in Libia ci prendono tutta la mattina e una parte del pomeriggio, facciamo conoscenza nel frattempo con le due guide che ci hanno assegnato per il nostro soggiorno. Passata la frontiera ci dirigiamo verso sud per affrontare il deserto e Jean Michel, organizzatore del giro, mi ha già prevenuto dicendomi che ci saranno dei tratti molto sabbiosi dove probabilmente la mia 2cv non passerà. Ma con la sua proverbiale calma mi rassicura dicendomi, pas des problèmes, on va te tirer. E infatti, anche se per brevi tratti, c'è da spingere e tirare, dove anche i possenti fuoristrada hanno da sudare per tirarmi fuori dalla sabbia, il tutto condito con temperature sopra i 40 gradi e 3 forature che mi hanno lasciato senza gomme di scorta. La fatica é comunque stata ricompensata dalla vastità e bellezza del deserto libico.
Nonostante l'ingaggio di un'agenzia per le pastoie burocratiche, ci occorrono ben 12 ore per varcare la frontiera egiziana. Qui l'industria del turismo é molto più sviluppata e le gigantografie di Gheddafi lasciano spazio a grandi cartelloni pubblicitari. Dopo aver messo alla prova i nostri nervi nel traffico del Cairo, riusciamo a fare la foto di rito sotto le piramidi, per poi attraversare il sorvegliatissimo canale di Suez. La penisola del Sinai, ultima tappa nella terra dei faraoni, ci regala magnifici scorci su paesaggi biblici che ti riportano all'indietro nel tempo di 2000 anni.
Assieme a molti pellegrini diretti alla Mecca, prendiamo il traghetto a Nuweiba per attraversare il Mar Rosso e sbarcare ad Aquaba. Avrei preferito arrivare dal deserto, come fece il mitico Lawrence d'Arabia per liberarla dai Turchi, ma visto che l'impero ottomano se ne andato da un pezzo e di fortezze da espugnare non ne é rimasta traccia, diamo l'assalto al ristorante di Alí abbuffandoci di specialità locali per mitigare le ristrettezze del ramadan patite durante il giorno.
El Orence, come lo chiamavano i beduini, ha fatto un po' da filo conduttore nel mio soggiorno in Giordania, infatti oggi ci siamo addentrati nel monumentale e splendido deserto di Wadi Rum, dove radunava le tribù arabe per lasciare le incursioni contro i turchi. Non poteva mancare una visita all'antica città di Petra, che vista dal vero lascia veramente senza parole, per dimensioni e ingegnosità di chi la costruita. Prima di lasciare la Giordania ci bagnamo nel Mar Morto per provare la sensazione di galleggiamento in assenza di gravità.
Della Siria, a dispetto di quello che si sente da v e giornali, resto sorpreso per la tranquillità e per l'accento un po' europeo del paese. Mentre nelle nazioni precedenti c'erano spesso posti di controllo lungo le strade (dove quando arrivavo con la mia 2cv, tra stupore e ilarità dei soldati presenti, ogni volta dovevo raccontare, marca, modello, provenienza e percorso) qui non é ho incontrato uno. Dopo un giro nel suq di Damasco facciamo rotta verso est per l'oasi di Palmira, lungo la strada alcuni cartelli che indicano la direzione per Baghdad mi ricordano che non lontano c'è una guerra in corso. Mi alzo prima dell'alba per godere dello spettacolo del sole che sorge sul sito archeologico, poi mi congedo dai miei compagni di viaggio, le ferie a mia disposizione sono terminate,devo rientrare. Mi faccio Turchia e Grecia tutte d'un fiato per poi traghettare fino ad Ancona, attraversando questi paesi scorgo posti che meriterebbero una sosta, ma il mio tempo é scaduto, sarà per una prossima volta.
Se dovessi dare dei consigli a chi vuole affrontare un viaggio del genere, magari per conto proprio e con poco tempo a disposizione, suggerirei di passare per Grecia, Turchia, Siria, Giordania e ritorno. Libia e soprattuto Egitto hanno tempi molto lunghi e modalità complicate per il passaggio di frontiera con il proprio veicolo. Altra cosa da tener presente, a dipendenza dal veicolo che si possiede, é la reperibilità di pezzi ricambio in caso di guasti. Prezzi benzina, Grecia 1€, Turchia 1.70€, Siria 0.50€, Giordania 0.75€.

Giordania - Petra (accedi all'intero photoalbum)

Egitto - Piramidi (accedi all'intero photoalbum)

Libia (accedi all'intero photoalbum)

Giordania - Wadi Rum (accedi all'intero photoalbum)

Siria (accedi all'intero photoalbum)

Saluti e Buon Viaggio, Roberto

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