Il condominio vi procura notti insonne? È stata appena approvata una delibera che ritenete ingiusta? Per fortuna esiste lo studio legale Milano in grado di portare chiarezza in materia.

La legge sul condominio richiede che l’associazione dei proprietari di unità abitative e il consiglio di amministrazione rispettino l’atto e con la dichiarazione, i regolamenti e gli ordinamenti del condominio.

L’atto richiede che lo statuto specifichi il metodo di selezione e rimozione dei membri del consiglio di amministrazione e dei poteri, dei doveri e del mandato del consiglio di amministrazione.

I proprietari delle unità possono utilizzare il metodo specificato nel loro statuto per rimuovere membri del consiglio che superano i loro poteri e doveri.  Possono anche presentare una causa se il consiglio di amministrazione o i singoli membri del consiglio violano l’atto, la dichiarazione o il regolamento.

Delibere condominiali: ecco quando impugnarle

Se i proprietari delle unità abitative sono insoddisfatti circa una delibera condominiale e ritengono che il metodo di rimozione dei membri del consiglio di amministrazione sia insufficiente, hanno il diritto di modificare lo statuto per stabilire una procedura migliore.

Naturalmente la loro capacità di fare ciò dipende dal fatto che ottengano il supporto sufficiente da parte di altri proprietari di unità per ottenere il potere di voto necessario per modificare il regolamento.

I condomini hanno  il diritto di ispezionare i documenti finanziari e altri documenti condominiali e di votare per approvare o disapprovare le spese raccomandate dal consiglio o dall’amministratore.

Restrizioni alle delibere

Per quanto riguarda il mantenimento delle unità, la Legge condominiale richiede che lo statuto stabilisca restrizioni e requisiti relativi al mantenimento delle unità abitative non stabiliti nella dichiarazione che sono progettati per prevenire interferenze irragionevoli con l’uso di unità da parte di altri proprietari.

L’atto proibisce a un proprietario di fare qualsiasi lavoro che possa mettere a repentaglio la solidità o la sicurezza della proprietà, ridurne il valore o pregiudicare qualsiasi diritto o altro interesse costituente un elemento comune senza il consenso unanime di tutti gli altri proprietari di unità.

I proprietari di unità che non sono soddisfatti del regolamento relativo alla manutenzione e alla riparazione delle unità possono tentare di modificare il regolamento per stabilire un sistema diverso. Ma lo statuto non può eliminare il divieto di cui sopra. Come notato sopra, un proprietario di unità ha anche la possibilità di andare in tribunale per costringere il consiglio a seguire lo statuto e la dichiarazione. Infine, diamo un’occhiata al testo di legge art. 1137, secondo e terzo comma, c.c. riportato da studio legale Milano:

“Contro le deliberazioni contrarie alla legge o al regolamento di condominio ogni condomino assente, dissenziente o astenuto può adire l’autorità giudiziaria chiedendone l’annullamento nel termine perentorio di trenta giorni, che decorre dalla data della deliberazione per i dissenzienti o astenuti e dalla data di comunicazione della deliberazione per gli assenti.

L’azione di annullamento non sospende l’esecuzione della deliberazione, salvo che la sospensione sia ordinata dall’autorità giudiziaria.

L’istanza per ottenere la sospensione proposta prima dell’inizio della causa di merito non sospende né interrompe il termine per la proposizione dell’impugnazione della deliberazione. Per quanto non espressamente previsto, la sospensione è disciplinata dalle norme di cui al libro IV, titolo I, capo III, sezione I, con l’esclusione dell’articolo 669-octies, sesto comma, del codice di procedura civile”.

 

 

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